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BIG FARFALLON
Baleari Agosto 2000
Diario di bordo - Un'impresa d'altri tempi
Ci sono storie di ogni genere. Alcune nascono quando sono raccontate, la loro sostanza è il linguaggio, e prima che qualcuno le metta in parole sono appena un'emozione un capriccio della mente, un'immagine o un'intangibile riminescenza. Altre si possono ripetere all'infinito senza rischiare di alterare il senso. Ne esistono prese dalla realtà e lavorate dall'ispirazione, mentre altre nascono da un'istante d'ispirazione e diventano realtà nell'essere narrate. (Isabel Allende)
PREMESSA
Un viaggio si affronta per vacanza, per fuga, per neccessità, per passione del viaggio stesso e durante il viaggio ci si confronta con nuovi posti, nuova gente ..... con se stessi. Una barca, una macchina fotografica ed i propi pensieri, sogni e ricordi sono quanto mi porto appresso alla ricerca di un particolare, di una stimolazione diversa in questo mio viaggio alle Baleari. Non è facile descrivere quel mare e quelle isole, proverò a raccontare le sensazioni e le esperienze che vi abbiamo vissuto. Soprattutto voglio comunicare come le si possono vivere in immersione completa nella loro natura, giocando a fare i "pionieri", lasciandosi prendere solo dalla natura, dal mare.
LUGLIO 2000
Da sempre, in prossimità della partenza per un viaggio, veniamo colti da ansia, ripensamenti e quant'altro di irrazzionale possa esserci.
Stati d'animo immediatamente rimossi nel momento in cui la mente comincia ad immaginare le mete dell'imminente destinazione.
Ultimi preparativi, sistemazione finale delle borse..vestiti, scarpe, sapone...l'immancabile crema abbronzante!...c'è tutto, il necessario ed anche qualcosa in più:un pò di musica, un paio di libri, dizionario della lingua spagnola, carte nautiche.
E finalmente, insieme alle agognate ferie arriva il 29 luglio, giorno della partenza per le baleari destinazione Palma di Maiorca.
29 LUGLIO 2000
Partiamo in treno da Verona Porta Nuova, che belli che siamo, rigorosamente in divisa : pantaloni bianchi, polo rossa, e cappellino rosso
la prima foto ricordo, giungiamo a Venazia appena in tempo per la navetta che ci porterà all'aereoporto Marco Polo .
Finalmente si parte ...non siamo ancora saliti sull'aereo ma è come se già fossimo in Spagna . Il vettore è Iberia compagnia spagnola il modello un MD - 88 dall'aspetto, sia esterno che interno molto rassicurante e dotato da un'equipaggio gentile, cortese ed efficiente.
Durante il volo, un'ora e quaranta minuti, veniamo dignitosamente nutriti, tutto bene quidi, tranne il perfido caffe decisamente poco italiano!
A Barcellona l'equipaggio si divide per prendere due voli separati ma per la medesima destinazione. Arrivati a Palma di Maiorca, recuperati i bagagli, appena usciamo veniamo accolti da Pedro e Fidel ,m tassisti per tradizione che ci danno uno "stupido e animato" benvenuto.
8000 pesetas."Diavolo porco,diavolo boia" si sente risuonare nell'aria. Nessuno di noi è mai stato a Palma e nessuno di noi si aspettava di vedere un così grande centro urbano ( 650.000 abitanti ).Avvistiamo in lontananza la creatura : Red Pepper . Un respiro profondo fa sciogliere la tensione e l'espressione dei nostri visi ci fa assomigliare a dei bimbi stanchi ma felici di avercela fatta .Ma non è così. Comunicazione stampa : ci dispiace di informarvi che la barca da voi prenotata non è ancora disponibile e quindi viena sostituita con Big Farfallon .
Non è possibile no! Noi vogliamo la nostra barca, ci siamo fatti anche le divise con il nome della barca, ora ci devono rimborsare, devono darci delle spiegazioni valide, altrimenti la Red Pepper è nostra .Ma dopo una notte passata sul B.Farfallon...siamo frastornati, non siamo più così decisi...tanto che tutti insieme decidiamo di tenerci questo bisteccone.
30 LUGLIO 2000
Ore 12.30 arriva il capitano lo skipper ; alto, biondo, fisico bestiale, occhi chiari, sul viso i segni del viaggiar per mare, un miraggio, noi che pensavamo ad un vecchio barboso, si rende subito simpatico invitandoci a colazione nel baretto del porto, una presentazione di rito e poi via a preparare la barca per la partenza, proprio uno skipper OK, di meglio non ci poteva capitare ( capitan Franchetto ). Noi donne a far cambusa . Gli uomini, come nei tempi antichi, in vece, stanno sul molo a farsi quattro chiacchiere che vorrebbero sembrare a dei discorsi,a delle decisioni importanti e che invece di simile hanno solo il numero delle sillabe uscienti. Si parte da P.M. e non ci pare vero, eccoci in un afoso pomeriggio di fine luglio giungere a Port Andraix. Il grazioso porticciolo che sarà il punto di partenza della nostra prossima attraversata per Ibiza.Dopo un autentico ormeggio decidiamo di far visita al paese,effettuiamo le operazioni di sbarco con la nostra "marrichita" il nostro tender tra lo stupore e la curiosità della gente del luogo.Una lunga passeggiata tra le carriers del centro fa nascere in noi il desiderio di imitare Hemingway : ci sediamo a bere il famoso mohjto in un localino famoso che fa molto Bodeguita del Medio. Il locale ci piace talmente tanto che decidiamo anche di mangiare. Mangiamo come è d'uopo a suon di musica sorseggiando ancora del mohjto. Restiamo qel tanto da arrivare al giusto livello di inebriatura, poi tutti a letto visto che come prima giornata effettiva è stata tosta, domani si partirà per l'attraversata verso l'isola di Ibiza.
31 LUGLIO 2000
Ore 7,45. Il sole è appena spuntato quando orientiamo la prua della barca agli ordini del capitan Franchetto sui 231°, difronte a noi 46 miglia per raggiungere Ibiza, il momento è emozionante nessuno di noi ha mai coperto una distanza simile, speriamo che tutto vada bene.
Ore 9,30 il nostro solito languorino ci viene a trovare e in soli due minuti ci rende attivissimi: latte, caffè,thè, biscotti, marmellate ed ogni altra leccornia già posizionati sul tavolino sotto bimini-top. E vai, la fine della colazione viene scandita dall'immancabile "verso" del nostro skipper.La traversata procede senza problemi, navighiamo di bolina larga e facciamo sette nodi il mare è abbastanza calmo il sole è forte, ci teniamo in cottatto radio e le ore di navigazione trascorrono velocemente. Ore 12,30 perdiamo il contatto con la terra ognuno di noi prova un'emozione intensa, gioia, libertà, paura, solitudine. Ma non rimaniamo soli a lungo, alcuni delfini ci vengono a trovare facendo una gran festa, ammirazione ,stupore, grida, foto. Finalmente stò iniziando a trovare quella pace interiore, quella tranquillità ,quella voglia di vivere le varie fasi della giornata senza essere assillata dai ritmi dell'orologio che da lungo tempo andavo cercando, qui finalmente è solo il sole che scandisce il ritmo della giornata. Dopo altre due ore di navigazione avvistiamo l'isola di Ibiza, ci appare come nell'avvistamento riportato sulla carta nautica Inglese: il tempo quaggiù si è fermato. Con il passare delle ore l'immagine di terra è sempre più chiara, come chiara è la sensazione di fame che avvertiamo, visto che nessuno a voglia di cucinare l'idea della pizza sembra ottima. Arriviamo a motore con la sola randa a Portinax alle ore 22,00 circa. Ancora tutti uccisi dalla pizza decidiamo per una cena velocissima e poi tutti in pozzetto a cantare accompagnati dal famosissimo chitarrista Marcus.
1 AGOSTO 2000
Ore 10.00, sveglia - bagno - relax . Ore 11.20, salpiamo l'ancora, il capitano da ordini ben precisi Marco all'ancora Tea trattiene astento la fune del tender, gli altri dopo le iniziali manovre, si preparano ad issare le vele . Siamo a due miglia da Portinax e stiamo andando a vela sfruttando quel poco di vento che c'è . Sulla sinistra la scogliera è alta e tutta lavorata dal vento e dall'acqua tanto da sembrare un'opera d'arte . Appena giriamo lo sperone di roccia che ci toglie la visuale, un luogo suggestivo ci investe: baia tranquilla, nessuno, acqua azzurro piscina. Ancoriamo . Dopo un piacevolissimo bagnetto vediamo in lontananza un baracchino sulla spiaggia. Occhiata d'intesa ...e siamo già sulla marrichita pronti a scendere per una fresca cervesa, prima delle nostre mitiche farfalle ai piselli. Ore 15.30. Il silenzio è padrone della nostra bisteccona.Ore 16.15 . Il capitano decide di riprendere la navigazione e ordina al mozzo di salpare l'ancora direzione Sant'Antonio Abad. Sono trascorsi solo alcuni minuti di viaggio con randa e fiocco issati, qualche salto spettacolare, ogni tanto una secchiata d'acqua, ma si procede. Alle nostre spalle una visibilità eccezzionale ci fa vedere tutta la costa di Ibiza per oltre venti miglia quando...invece d'avanti a noi il sole comincia a nascondersi tra le nuvole, il mare ha ribollire e a imbiancarsi di schiuma. Il cielo si incupisce e nel giro di pochi minuti ci troviamo letteralmente in una marejada . Il vento a raffiche ci costringe a procedere a zig - zag di bolina raggiungendo anche i 9.1 nodi.
Siamo talmente "in piega" che ci lasciamo in mare una delle nostre tre preziose "doccie solari" cioè recipienti di circa venti litri di colore nero e di materiale plastico: su un'estremità c'è un rubinetto che apre e chiude l'acqua.Scarica di adrenalina . L'equipaggio teso ma pronto ad ogni situazione, mentre Tea ignara di tutto ciò che succede in coperta, prosegue la sua pennichella . Deviamo la rotta e risaliamo le ultime miglia che ci separano dal porto. " finalmente in rada " siamo nel porto di Sant'Antonio Abad . L'alta scogliera ci ripara dal vento, così anche questa serata sarà rilassante e all'insegna dell'arte culinaria e del nostro Cuba libre .
2 AGOSTO 2000
Dopo aver fatto rifornimento in marina si parte alla scoperta di nuovi territori . Chi rimane con noi fino a stasera saprà. La giornata scorre velocemente vagabondando lungo le coste frastagliate e selvaggiamente deserte dell'isola della conejera. Sempre all'insorgere del languorino decidiamo di fermarci, bagno e pranzo....ma quando siamo tutti pronti il capitano annuncia l'arrivo della sua "gran marejada" no!!! ancora . Ormai è fatta, tutti in attesa della ormai quotidiana scena : passaggio di corpi estranei in superficie d'acqua, arrivo di alcuni pesci per il pranzetto, passata la bufera bagno sospirato bagno. Ore 15.30 si parte per Formentera, vi arriviamo quasi al tramonto, poco è il tempo per famigliarizzare con il mare, ci accontentiamo di una tranquilla serata rimandando alla mattina seguente la conoscenza del mare di questa nuova isola.
3 AGOSTO 2000
Una nuova sorpresa, questa volta piacevole è il colore dell'acqua, limpidissima e poco profonda, sbarchiamo su di una spiaggia dalla sabbia bianchissima, dove il cielo si fonde con il mare in un acquerello azzurro, il profumo del mare ci avvolge completamente.
Con piacere immenso dopo un'attenta perlustrazione ci accorgiamo di essere i soli visitatori di questo splendido "atollo" . Il solo camminare ai bordi del bagnasciuga si sta rivelando un'esperienza piacevole indimenticabile. L'unico movimento o tramestio è dato dalle onde che si infrangono le une contro le altre per mescolarsi. Fare la passeggiata sulla spiaggia lungo la riva è più che un richiamo, una necessità fisica. Cerchiamo di vivere interiormente le sensazioni che riceviamo, si cerca di fissare nella mente queste visioni e questi luoghi come se volessimo portarne via piccole fette con noi. E solo un tramonto mozzafiato con i colori che gradualmente sono passati dalle tonalità oro al rosso porpora ha scandito l'ora del ritorno in barca . Il sole, ovunque,tramonta sempre allo stesso modo, è il nostro stato d'animo, la nostra predisposizione che li rende infinitamente diversi. Questa sera ho goduto di un grande tramonto. Ore 22.00 . Improvvisamente un forte vento ci investe. Sale, sale, sale, fino ad arrivare a 34 nodi, la tensione ci investe. Siamo molto stanchi, il vento non accenna a calare, rinforziamo gli ormeggi e .......il capitano decide di stare a quardia della situazione. I turni si alternano tra lui ed il mozzo fino all'alba.
4 AGOSTO 2000
Ore 11.00. Tutti dormono . La nottata ci ha distrutto . Il vento non è ancora cessato ma il solo fatto di vedere la luce del giorno ci da speranza. Già pensiamo alla prossima avventura ma.... mai più senza meteo. Vista la giornata ventosa decidiamo di rimanere fermi per vedere l'evolversi della situazione. Bagni, riposini, tuffi, scherzi, letture, abbondanti spalmate di crema protettiva per non cuocersi troppo, e via! Omai siamo completamente presi da questi luoghi, da quello che stiamo facendo e no ci si accorce del tempo che passa, qui in sintonia con la natura che ci circonda ,però si è fatto tardi e la fame si fa sentire è giusto fare una pausa per mangiare, serata tranquilla a bordo canti, balli e suoni ed arriva la notte.
5 AGOSTO 2000
Il luogo ci ha totalmente stregati che decidiamo di far colazione sulla spiaggia. Carichiamo il necessario sul tender e via . Dopo aver fatto il pic-nic cominciamo a passeggiare. Oggi non siamo soli, lungo la spiaggia incontriamo delle modelle, stanno facendo un servizio fotografico per Vougue: in acqua, sulla sabbia, bagnate, insabbiate, gli uomini del gruppo sembrano molto interessati ai bikini, chissà perchè. Dopo una serie di corse, camminate e foto, stanchi torniamo alla barca la nostra " pensione bisteccone ".
Zona off-limits per lo scatenato esercito del divertimento: qui il massimo dello sforzo consiste nel sfogliare un libro o girare tra le mani il tappo dell'abbronzante. Ore 13.00, proseguiamo di bolina a zig -zag per risalire la costa, quì il paesaggio è bellissimo pieno di micro isolette vicine tra loro, veleggiamo di baia in baia per cercare un sicuro approdo per la notte .Spiaggia di sabbia bianchissima fine come borotalco e pini marini protesi verso il mare caldo e limpido, addolciscono ancor di più il nostro animo scordandoci il tempo che passa, siamo ormeggiati a Playa ses Illetes.Decidiamo di mangiare al ristorante e quindi tutti sulla Marrichita direzione terra. Tra paiella, sangria e mal di terra decidiamo di andare a dormire .
6 AGOSTO 2000
Ore 10.00, sveglia, tuffi, colazione. Sole caldo, decidiamo di spostarci, navighiamo di poppa con sola randa mentre guardiamo tutti estasiati queste bellissime spiagge arriviamo alla marina di Formentera dove attracchiamo solo per far scendere alcuni di noi per far la spesa, il personale della darsena è stranamente gentile, forse perchè a scendere siamo state solo noi tre donne . Riempita la cambusa di ogni lecornia ripartiamo per Playa de le Salines . Nel tardo pomeriggio dopo scherzi, bagni, tuffi, veniamo raggiunti dall'amico del capitano un certo Fausto con suo figlio per una breve visita . Come al solito grandi festeggiamenti birra a fiumi o meglio dovrei dire a mari, coca e rum, con immancabili pistacchi. Chiacchiere, chiacchiere e ancora chiacchiere e poi dicono delle donne . Ci diamo appuntamento per la sera dopo cena al porto di l'Espojols . Il paese è carino, facciamo un giro, c'è abbastanza gente, nagozzi bancarelle ( la nostra passione ) e tanti bar, uno dopo l'altro, tutto il centro è costruito con le case addossate tra loro, facciamo visita a casa di Fausto e verso le 2.00 del mattino torniamo in barca. Come sempre non scegliamo la via più facile ma quella più corta, impervia e piena di sorprese, sabbia, sassi, alberi, bosco, buio e ci ritroviamo a casa di qualcuno. Ma dopo tanto errare a pile e tastoni arriviamo alla nostra marrichita, in un battibaleno siamo già in cuccetta. Domani ci aspetta una giornata piena con ospiti a bordo.
7 AGOSTO 2000
Nonostante ci fossimo addormentati con il pensiero degli ospiti a bordo e quindi di tutti i preparativi da fare prima del loro arrivo, l'equipaggio da segni di vita soltanto intorno alle 10.30. In fretta e furia indossiamo " l'alta divisa " e ci dirigiamo verso la marina di Formantera, luogo dell'incontro. Gli ospiti Vanni e Daniela vengono calorosamente e spettacolarmente accolti a bordo . Partiamo, Formentera oggi per noi è terra di conquista, alterniamo la navigazione tra vento di poppa con sola randa al lasco. Tutta la costa dell'isola è stupenda, grandiose cadute a picco si alternano a bianchissime spiagge meravigliose dall'aspetto caraibico, nel primo pomeriggio arriviamo a Cala Saona, ci fermiamo per una lunga sosta per bagno pranzo e champagne gentilmente offerto dai nostri ospiti. Riprendiamo la navigazione per la circunnavigazione dell'isola di Formantera e mentre controlliamo la carta nautica ci rendiamo conto che non è poi così piccola come credevamo, per una barca a vela con vento di bolina che ci fa fare molte virate, infatti arriviamo ad Espoujols dopo il tramonto. C'è un faro lampeggiante ed a qualche miglio ci sono gli scogli, bisogna stare attenti ,il cielo è bellissimo si riesce a vedere la Via Lattea .Ora siamo davanti al porto e si vedono i fari rosso e verde, si prosegue per il canale d'entrata guidati dai semafori, ma il capitan Pepe prudentemente no si fida e decide di ormeggiare in rada, per l'ancoraggio semplici calcoli: quanta profondità c'è?- chiede il capitano ad Alessandra.- quattro metri.-risponde lei. OK ! allora 6 x 6 = 36 + 4.......dagliene
quaranta metri, anzi no, 45 così siamo piu tranquilli - sentenzia il capitano - occhiate d'intesa le solite battute e risate.
Mentre nio donne ci prepariamo per la serata : doccia, creme, profumi e tacchi alti, gli uomini accompagnano gli ospiti a terra, ci troviamo con l'oro più tardi verso le 23.00 per cena . Affamati, super affamati decidiamo per una super pizza nella super pizzeria italiana la più famosa e frequentata nell'isola, giretto per le viuzze del piccolo paese di Espojols, l'ultima sigaretta sulla spiaggia prima dei saluti........Daniela e Vanni rimangono a guardare il nostro rientro in barca a bordo del tender, quasi fiutassero un'intoppo, infatti il motore si accende regolarmente salutiamo gli amici, mandiamo baci, arrivederci, buone vacanze........, ma il tender " la marrichita no avanza, l'elica non gira siamo fermi, pensandoci bene proprio stasera con la barca fuori in rada, un pò per la fretta, un pò perchè non ci sono mai serviti, non abbiamo caricato i remi, così alle 03.30 di notte siamo appiedati sulla spiaggia ! Il capitano tranquillizza tutti, non ci perdiamo d'animo, solitamente sulla spiaggia si possono trovare molti oggetti abbandonati che possono fare al caso nostro, ma questa volta la spiaggia sembra, dico sembra perchè c'è molto buio è molto pulita . E allora ? Allora laggiù c'è una baracca di legno fa notare il Vanni, ( rimasto sulla spiaggia a darci un'aiuto ) sembra un riparo per barche, vuoi che non ci sia qualche legno? Con passo deciso la raggiungiamo e con altrettanta decisione ne demoliamo una parte ricavandoci delle belle assi che lavorate un pò con pietre ed altri legni cominciano ad assomigliare più o meno a dei remi ....... e via verso il mare ......buio, piccoli scogli che affiorano ovunque, stanchi e con le vesciche alle mani arriviamo alla barca, credo che anche il saluto sia troppa fatica .e ci ritroviamo già tutti addormentati.
8 AGOSTO 2000
Visto che la serata si è conclusa nel modo più stancante... ci svegliamo soltanto verso le 11,00 e decidiamo di andare alla marina di Formentera per l'ultimo caloroso e coreografico saluto a Daniela e Vanni.Una, due, tre, quattro, una serie infinita di foto ci vengono scattate da loro fin quando non riescono più a vederci nell'obiettivo.Siamo troppo belli ! Prossimamente saremo su tutte le riviste. Ore 13,00. Ultimo bagno a Formentera. Ahimè! Come è brutto sapere che domani non potremmo più farlo. Cinque, dieci,venti,trenta,quaranta minuti. Non vogliamo più uscire dall'acqua. Ma giustamente il capitano ci riporta all'ordine: la strada da fare è ancora tanta ragazzi!Ore 16,00. Partiamo per rotta Ibiza. Ad Ibiza ci sono tre marine e tutte e tre senza un posto per noi. A malapena e per gentile concessione di un signore riusciamo a far rifornimento d'acqua, l'ultimo della vacanza.Qui incontriamo otto ragazzi italiani, tra i quali alcuni da Verona che conosciamo, su di una barca identica alla nostra . Che bello, e subito ci diamo appuntamento per trascorrere una serata in compagnia proprio nella famosissima Ibiza. Ibiza è per noi motivo di discussione: ad alcuni piace, ad altri proprio no . La gente che la frequenta non è proprio il genere che ci piace, un'esercito di giovani scatenati che a tutti i costi si devono divertire. La peggior specie. Cena in un bellissimo ristorante nella città antica, passeggiata tra negozi e bancarelle di ogni genere e....ed ecco che in noi nasce un'idea di non aspettare il giorno dopo per la lunga traversata di ritorno, ma di sfruttare la notte . Questa notte che non sa essere all'altezza delle aspettative di Ibiza by night ! ..........detta fatto !
9 AGOSTO 2000
Ore 04.00, affrontiamo la tappa più lunga di tutta la vacanza, circa 73 miglia per arrivare all'isola di Cabrera, il viaggio di ritorno è iniziato, salpiamo, l'emozione è alle stelle, nessuno dell'equipaggio ha mai vissuto un'esperienza simile, tutto intorno a noi tutto c'è il buio interrotto soltanto dalla piccola luce della barca che ci precede, rotta 73° . Dopo due ore splendide di navigazione trascorse in coperta, una brezzolina pungente ci avvisa che sono le sei, ci rendiamo conto che la terra è ormai lontana, solo un ricordo, quelli che " c'hanno il fisico " sono rimasti ad osservare l'alba, il sole che sorge che illumina tutto il mare, mentre le mozzarelline a dormire. Uno spettacolo da pelle d'oca per quanto è emozionante, il viaggio trascorre tranquillamente : chi timona, chi legge, chi dorme. Ore 10.30, di terra ancora neanche l'ombra, ma in compenso incrociamo delle testuggini che guadano tra mille sforzi il mare, chissà forse è il periodo in qui si avvicinano a terra per deporvi le uova . Ore 12.45, terra in vista, poco meno di quattro miglia dalla costa praticamente inesplorata, un pezzo di Mediterraneo rimasto quasi per incanto assolutamente intatto .....un'isola che non c'è. Nessun insediamento urbano o industriale, nessuna flotta peschereccia, niente reti a strascico, nulla che possa nel bene o nel male sfruttare le immense risorse che il mare offre . Navigare lungo le sue coste ha un sapore magico, quasi un viaggio a ritroso nel tempo. Sarà il momento o il fatto che sia fuori mano, ma anche in questo caso mi ritrovo " circondata di solitudine ", non che la cosa mi spiaccia, anzi, sommata al sole, all'immancabile brezza, ai bassi arbusti, nonchè ad un silenzio che ha dell'innaturale, mi sento pervasa da una strana suggestione che mi fa navigare sulle ali della fantasia per portarmi a sentire e vedere voci e volti di un remoto passato dell'umanità...non c'è che dire, anche Cabrera lascerà un segno nel mio animo. La barca si allontana dall'isola e le alte scogliere sembrano sorridere salutando così tutti noi che lasciamo questo magico luogo con un bagaglio di bei ricordi, ricordi che rivivranno ogni volta leggeremo i nostri appunti, che vedremo le nostre foto, che narreremo a qualcuno di questa isola incantata ad un passo dalla realtà. Ci troviamo realmente fuori dal mondo, sembra che il tempo sia fermo da sempre ed è una gioia per il corpo e per lo spirito immedesimarsi in questa dimensione . Ore 20.00, arriviamo a Colonia di S. Jardine sull'isola di Maiorca, qui incontriamo i primi pescherecci al ritorno da una lunga giornata di pesca e decidiamo di fare incetta di pesce: orate e scorfani. Vino blanco, pesce: che cena ragazzi ! Ore 22.00, l'equipaggio della barca amica ci viene a far visita e tra cocktail, musica e canti passiamo alcune ore in allegra compagnia progettando anche le regate di domani, la sfida è aperta .
10 AGOSTO 2000
Tanto siamo rimasti affascinati dall'isola " solitaria " che decidiamo di passarci un'altro giorno. Una, due, tre vittorie portete a casa con regate spettacolari. Il morale è alle stelle, siamo talmente presi da queste regate, da tutto ciò che stiamo facendo, manovre e tattiche, che dimentichiamo perfino cose importantissime: telefonare a casa, fare gli auguri di buon compleanno ad un carissimo amico, mangiare e quant'altro di non comune da queste parti. Decidiamo di fare, anche se abusivamente il bagno di mezzanotte. Dico abusivamente perchè Cabrera è un'isola dove per entrare e stazionare più di un giorno c'è bisogno di un permesso che noi non abbiamo in questo momento. Però va bè, corriamo volentieri il rischio per un tale piacere. Le due barche sono ormeggiate una accanto all'altra, legate tra loro in modo tale da permetterci di passare da una all'altra molto comodamente. Mangiamo un pò sull'una e un pò sull'altra, assaggiamo un pò le nostre e le loro specialità, piatti che vanno e piatti che vengono, musica a tutto volume, alcuni di noi cominciano ad prendere il ritmo e un pò alla volta ci troviamo tutti in piedi a ballare nel modo più scatenato possibile, lasciansi andare in questa notte fantastica, ballo che si protrae fino a che il buio ed il fascino della Luna non ci impongono alcuni minuti di silenzio. Ma...Il silenzio ed il buio vengono interrotti da un S.O.S. lanciato da una barca, chissà dove e chissà da chi. La cosa che in un primo momento sembra non interessarci, ci sta lasciando turbati e con il rimorso. Dopo alcuni minuti di titubanza decidiamo di muoverci e ci dividiamo alla ricerca di chi forse è in situazione di pericolo ed ha bisogno di noi. Erriamo per un bel pò senza trovare niente, finchè in una stretta insenatura intravediamo una piccola imbarcazione con il motore acceso, ci avviciniamo inluminandola con le nostre potenti torce e gli gridiamo se c'è bisogno di aiuto, la risposta a tutto fiato è " andate a ......." . Sono pescatori di frodo. ...e noi che abbiamo sacrificato un piacere................
11 AGOSTO 2000
Il risveglio è ancora a Colonia de San Jarden, sarà l'ultimo risveglio in mare aperto, perchè già da stasera saremo in marina a Palma di Maiorca. La giornata sta scorrendo tranquillamente, l'acqua è anche qui bellissima, il tempo lo stesso. Abbiamo appena ricevuto l'invito di andare a pranzare a bordo di Happy Days ( l'altra barca ), Laura cucinerà una minestra di farro. La penna segna riserva, va avanti a stento perde attimi preziosi e non c'è la fa più, troppi e confusi sono gl'imput che gli arrivano dal cervello. Il pensiero che siamo a meno di tre ore dal rientro sovrasta su tutto e non riesco a concentrarmi. Ore 19.00, ci prepariamo alle manovre per l'entrata in porto, la tristezza dopo tanto tempo ci è venuta a trovare, silenziosamente rientriamo. Ora che tutto è finito possiamo preparare le valige, domani mattina non ne abbiamo il tempo. Ore 22.00, scendiamo tutti a terra per una cena in compagnia, l'ultima, sul lungo mare di Palma di Maiorca. I saluti, gli arrivederci e la promessa di scambiarci le foto li facciamo questa sera, domani non tutti partiamo alla stessa ora.
12 AGOSTO 2000
A malincuore spese le ultime pesetas in oggetti regalo, dolcetti e quant'altro, ci accingiamo a coprire le ultime " miglia " che ci separano dall'Italia. Saliamo a bordo dell'aereo con un'ora di ritardo rispetto all'orario preventivato, siamo tutti inscatolati come sardine nei nostri sedili, con le cinture allacciate nell'attesa che la torre di controllo dia l'OK, dopo l'agognato decollo, quando è stato possibile slaciare le cinture, il popolo dell'aereo ha iniziato a rumoreggiare ed ad alzarsi. Tra una chiacchierata e l'altra è arrivato il momento dell'atterraggio. Sotto a noi c'è Venazia. E' molto bella vista dall'alto. Sembra un luogo non nostro, non così vicino a casa nostra. Siamo a terra e non è ancora finita, recuperiamo le valige, saliamo su di un taxi per la stazione, prendiamo il treno delle 20.00 per Verona dove qualcuno ci aspetta già per accompagnarci ognuno nella propria casa, ore 21.30 . Non c'è più alcun dubbio, la vacanza è proprio finita, finita, finita....................
...E IL VIAGGIO CONTINUA
Raccontare tutte le emozioni del nostro viaggio è come cercare di mettere il mare in un bicchiere. Accontentiamoci per adesso dei ricordi e delle sensazioni che ci rimangono di questa ultima estate del millennio......Le immagini di questo viaggio resteranno impresse nella mia mente e nel mio cuore per sempre e per questo voglio ringraziare : Federico_Capitan secca, Tea_amica di viaggio e di vita, Marco_mozzo molto terrnico, Alessandra_la tuffatrice professionista. Vi ricordo tutti con molto affetto...........Non ci si può lamentare ma visto che paradisiaco sarebbe poco, un contorno di bella gente e cari amici,il sole che ti scalda il cuore.....la prossima vita nasco ricca ! ! ! ..........Franca.
" Tea " .........E in questo mare, vorrei sapere quale stella sei ! ! !
" Marco ".........La libertà è il mare con ciò che si porta e tutto ciò che si prende, libertà e tuffarcisi dentro aprire gli occhi e non pensare a niente.! ! !
" Alessandra ".........Ricorda : nessuno mai potrà toglierti quello che hai... navigato.! ! !

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