Massimo
Venturini, nato a Verona il 27-11-1960, diplomato in arte
ausiliaria sanitaria, odontotecnico. Nel cuore una grande passione per i
viaggi d'avventura in paesi poco conosciuti e una straordinaria dedizione
all'arte fotografica. Nel 1986 il suo primo viaggio in Kenia.
Quell'Africa, nel suo abbraccio lo accoglie come un figlio, spinto dal
desiderio di catturare con la sua macchina fotografica immagini ed
emozioni. Conoscere e vivere in prima persona ciò che aveva letto nei
libri scritti dai primi esploratori, preziosi rari ed antichi, cercati in
numerosi mercatini d'antiquariato di tutta l'Italia e custoditi
gelosamente come tesori. Libri che dipingono l'Africa in modo meraviglioso
come il luogo che ha conservato ciò che la maggior parte del mondo ha
perduto: tradizioni, spazio, radici, panorami selvaggi, animali rari,
gente straordinaria. Nel cuore del continente colline e valli, dove la
saggezza dei millenni passati e la straordinaria solitudine si respira
sospesa nell'aria, ti poni domande che sono alle radici della vita.
Paesaggi infinitamente suggestivi, luoghi deliziosi dove pascolano milioni
di fenicotteri rosa, farfalle di smalto e uccelli rari che impreziosiscono la
foresta. Ci sono ancora luoghi remoti non toccati dal progresso umano
dove l'armonia il magico e l'inesplicabile toccano ancora la nostra vita. Massimo definisce l'Africa una terra che attrarrà sempre coloro che
sanno ancora sognare, assolata di panorami interminabili a perdita
d'occhio, branchi che vagano nelle piane, polvere rossa e neve, giraffe al
galoppo, foreste inpenetrabili, laghi preistorici, gente amabile elegante
la cui povertà non è dello spirito e l'antica provata saggezza incute
rispetto. Ha percorso le rosse piste della savana, attraversando enormi
distese di terra verde; vissuto nei Lodge ai margini delle foreste a
cavallo dell'equatore catturando prede esclusivamente fotografiche da far
conoscere a chi non ha mai sentito parlare del mal d'Africa. Nel suo
obbiettivo: sguardi di fanciulle Masai, grandi spazi, infiniti silenzi,
le luci del Niger, paesaggi primordiali, il balzo del leone, flessuosi
animali della savana, profili di sabbia come la seta, sono alcune tra le
innumerevoli travolgenti purezze di immagini raccolte in vari viaggi. Qui
infatti Massimo Venturini (per gli amici MACI), in queste sensazioni di verginità,
paesaggi che recano inciso il segno di Dio, tra questa gente che sembra
aver trovato il segreto dell'esistenza ignorando il passato e l'incerto
futuro per godere intensamente il presente, vive il suo mal d'Africa come
una nostalgia struggente verso il mistero delle origini; sotto il cielo
dell'equatore i grandi spazi assumono una dimensione onirica, così la
savana diviene il confine naturale oltre il quale ciascuno di noi troverà
il suo mal d'Africa. Al tramonto, nell'attimo in cui il cielo avvampa
sulla savana e gli alberi sembrano fragili coralli in un mare dorato, la
piana si tinge di tenebre le nubi e la volta del cielo si accendono di
bagliori porpurei...l'Africa diviene l'orizzonte assoluto per ogni desiderio. |